Spesso prescritti in maniera indebita o sovra dosati. Attualmente utilizzati perfino sui bambini. Gli psicofarmaci sono a volte anche impropriamente demonizzanti.
Il nostro orientamento è quello di utilizzarli quando meno possibile e solo nei casi strettamente indispensabili.
Mai o quasi nei bambini, dove suggeriamo interventi psico-socio-pedagogici e terapie dolci: tisane, fiori di Bach, nutrizione ortomolecolare.
Negli adulti li consigliamo – quando proprio indispensabili - a dosaggi opportuni e mai esagerati, limitandone l’uso nel tempo e con una stretta sorveglianza tesa al continuo monitoraggio dell’evoluzione clinica.
Mai li consideriamo sostituti di un percorso di crescita o peggio strumenti di controllo e coercizione del disagio socio ambientale.
Convinti della visione olistica ed intendendo il disagio frutto di un’interazione di fattori: fisici, emotivi, mentali, spirituali, ecologici, sociali e culturali, inseriamo il trattamento psicofarmacologico ad integrazione dell’intervento multidimensionale su esposto e mai come mera e gratuita sedazione a negazione del disagio e della complessità del vissuto personale.
Nei pazienti che assumono psicofarmaci da anni, provvediamo – quando possibile – a scalarli con gradualità, nel contempo che le strategie integrate di cure naturali e psicopedagogiche attivino le risorse che consentano di poterne stabilmente farne a meno. |